DJ Harmonic legge la tonalità di un brano e accende quelle che gli staranno accanto, su una ruota di Camelot che si legge a colpo d’occhio. Tutto succede sul telefono: nessun account, niente da caricare, niente a cui iscriversi.
La tonalità la trova harmonium, un motore di riconoscimento scritto da zero per DJ Harmonic. Lavora sul telefono, sul brano intero, e risponde in pochi secondi.
Ogni passo avviene sul dispositivo, senza server e senza rete. Il brano non lascia mai il telefono, nemmeno per essere analizzato.
Costruito e verificato su quasi 3.900 brani di 50 generi, dall’EDM all’opera, prima di arrivare sul tuo telefono.
Intro, break e finale compresi, non una fetta presa a metà. Una tonalità che si rivela solo a metà brano viene sentita lo stesso.
Prima di cercare la tonalità, harmonium misura come è accordato il brano: una registrazione un po’ crescente o calante non finisce nella tonalità accanto.
La batteria ha energia ovunque e nessuna altezza. harmonium la mette da parte e ascolta l’armonia, con un peso in più sul basso, dove la tonalità si appoggia.
Ogni tonalità porta con sé la versione che l’ha trovata. Quando il motore migliora, si rianalizzano solo i brani la cui risposta può cambiare. Le tonalità scritte da altri programmi restano come sono.
Niente da configurare prima di cominciare: il pulsante in mezzo alla ruota è già il selettore dei file.
Tocca il pulsante al centro della ruota e scegli un file dal dispositivo — mp3, m4a, wav o flac. Il brano viene letto tutto, in pochi secondi, mentre un anello conta il lavoro e la ruota aspetta.
La ruota si riaccende sul settore in cui è caduta, cerchiato di rosso. Il pannello sotto porta la sigla Camelot e il nome dell’accordo, e la tonalità finisce nei tag del file: riapri il brano, qui o in un altro programma, e la trovi già lì.
Scegli una delle sei regole e la ruota tiene accese solo le tonalità che quella regola ammette, spegnendo tutte le altre. Col lucchetto chiuso una tonalità che non si mixa non si può nemmeno scegliere.
Nessuna libreria da importare, nessun cloud da sincronizzare, nessun account da fare. Si apre sulla ruota e li’ rimane.
Le minori sull’anello interno, le maggiori su quello esterno, e un colore fisso per tonalità. Dopo una settimana smetti di leggere le sigle e vai a colore.
Leggi la ruota come 12A e 1B, oppure come Do♯m e Sol per come stanno sul circolo delle quinte. Un interruttore in cima, e l’app riapre come l’hai lasciata.
Da tutte le compatibili a una mossa sola. La regola scelta sopravvive alla chiusura, perché è il tuo modo di lavorare e non un’impostazione toccata per caso.
Chiuso, la ruota lascia passare solo a una tonalità che si mixa. Aperto, vai dove vuoi. È la differenza fra esercitarsi e improvvisare.
Ogni analisi ascolta il brano intero, con harmonium, il motore della tonalità scritto da zero per quest’app. Ogni tonalità ricorda quale versione l’ha trovata, e un brano si rianalizza solo quando la risposta può cambiare.
Titolo, artisti, album, genere, anno e decine d’altri escono dal file, e ci tornano quando li correggi, su mp3 e wav. Scegli quali mostrare nella scheda del brano; se i tag mancano, al loro posto c’è il nome del file.
Il riquadro della tonalità è il pulsante di riproduzione. Il brano parte e si ferma li’, senza una seconda schermata e senza lasciare la ruota.
La forma d’onda del brano scorre mentre suona, e la parte già suonata prende il colore. La trascini per spostarti, oppure salti di dieci secondi, all’inizio o alla fine.
Italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, chiaro e scuro. Entrambi seguono il telefono finché non decidi altrimenti.
Una regola è un insieme di mosse sulla ruota. Ne scegli una e la ruota diventa la risposta a una domanda sola: da qui, dove posso andare?
L’insieme completo. Tutto ciò che sta accanto alla tonalità su cui sei, senza metterlo in classifica.
Lo stesso insieme meno il salto fra i due anelli. Quel che resta è il terreno su cui nessuno discute.
Solo le vicine: un passo lungo la ruota, oppure dritto sull’altro anello. La mossa che puoi fare a occhi chiusi.
Due passi sopra o due sotto: le mosse che alzano una pista, e quelle che la riportano a terra.
Una mossa e una sola, a sette settori di distanza — un semitono in su. Il rilancio più antico che ci sia.
Tre settori indietro con cambio di anello. Più lontano da casa di quanto sembri, e ancora consonante.
Il numero è la posizione sul circolo delle quinte, da 1 a 12; la lettera è l’anello — A per le minori, B per le maggiori. Due brani si mixano quando le sigle sono uguali, o distanti uno, oppure hanno lo stesso numero e lettera scambiata. La notazione è tutta qui, e i conti li fa la ruota.
La disposizione segue lo schermo invece di essere tirata per starci dentro. Sul telefono la ruota prende l’alto e il brano si mette sotto. Giri il telefono, o apri l’app su un tablet, e i due si affiancano.
Tablet — la ruota a sinistra, il brano a destra
Telefono — prima la ruota, sotto il brano
Il tema chiaro, con spazio per respirare
Le impostazioni, ovunque tu le abbia aperte
Screenshot veri, niente di costruito. Trascina di lato.
L’analisi avviene sul telefono. Il file che scegli viene letto dov’è, e né lui né il risultato lasciano mai il dispositivo — non c’è nessun nostro server in mezzo, ed è anche il motivo per cui non serve alcun account. I formati letti sono quattro: mp3, m4a, wav e flac. Tutto il resto viene rifiutato invece che indovinato.
Apri la ruota, dalle un brano, e guarda accanto a cosa vuole stare.
Disponibile suGoogle Play